Ho avuto il privilegio di incontrare una donna che ha attraversato una frattura profonda, un
limbo interiore, e un lungo processo di ricostruzione di sé.
Le immagini in bianco e nero raccontano cicli di cadute e risalite, chiusure e aperture,
isolamento e appartenenza. La solitudine non scompare, ma cambia forma.
Nel colore respira il suo fiore preferito: il crisantemo.
Fragile e solitario, eppure capace di fiorire e resistere in condizioni estreme, diventa metafora
di una trasformazione possibile: la fragilità che si apre alla relazione, la solitudine che si fa
supporto, il dolore che trova spazio nell’accettazione.