Si guarda il mondo tramite gli occhi e la mente.
L’immagine che inonda il nostro pensiero non è più ciò che l’occhio
vede ma ciò che siamo diventati. Noi stessi: esseri finiti all’interno
di un mondo infinito che non tollera il mistero dell’indefinito.
Davanti a uno specchio, ci relazioniamo con noi stessi e con la
nostra vita.
Così quella che viene definita morte diviene tabù.
Hegel, nella Fenomenologia dello spirito, definisce la morte come il
catalizzatore che permette alla coscienza di definirsi; essa è il
Signore Assoluto, generatore di una radicata e profonda paura
nell’essere umano.
Il Signore Assoluto diviene dunque la forza che rompe l’equilibrio e
costringe lo Spirito a evolversi.
In queste immagini c’è il tutto oppure il nulla: sta a ognuno di noi
riuscire a vedere l’invisibile che si forma nella nostra mente per
superare quella soglia indefinita che va oltre alla vita e sfocia
nell’indefinito.